Offerta Formativa in Arti Terapie delle Scuole Artedo

Artedo - Ente Accreditato MIUR, attraverso la propria rete di Scuole di Arti Terapie, propone Corsi di Formazione innovativi e rispondenti alle esigenze di tutti gli operatori. L’offerta formativa generale afferisce alla metodologia didattica denominata Protocollo Discentes per la Formazione in Arti Terapie in Italia ed è organizzata in quattro distinti percorsi triennali o quadriennali specialistici tra cui l’allievo è chiamato a scegliere al momento dell’iscrizione:

Ognuno dei quattro percorsi specialistici, inoltre, è a sua volta articolato in tre livelli di preparazione, denominati:

I corsi LAB PLUS, LAB, BLENDING e FAD sono Qualificati CEPAS, Ente per la Certificazione delle Professionalità e dei percorsi formativi, numero di Registro 130, Scheda SH241.

Inoltre, Artedo propone percorsi annuali denominati MasterArtedo da 200 ore di formazione tra teoria su piattaforma e-learning e laboratori pratici. Il corso non è Qualificato Cepas.
E' possibile scegliere tra:

 

 

La Formazione

Obiettivo della formazione soprattutto di tipo esperienziale è quindi la conoscenza delle tecniche e in parallelo delle proprie caratteristiche individuali osservate nel contesto della relazione d’aiuto, con alcuni momenti anche di approfondimento personale in gruppo o attraverso il gruppo. A questo viene affiancato lo strumento della verbalizzazione dell’esperienza, come cornice di contenimento ma anche come potenziale strumento di lavoro, a disposizione delle diverse professionalità di base degli operatori e con finalità quindi, a seconda delle proprie competenze, preventive, riabilitative o terapeutiche; per questo fa parte del training esperienziale anche la gestione del setting verbale. Completano lo studio degli argomenti dell’area teorico-relazionale di base elementi di Psicopatologia Generale, Psichiatria e Igiene Mentale, attraverso lo studio sistematico delle principali patologie (afferenti alle macroaree delle Nevrosi, delle Psicosi e dei Disturbi di Personalità), con ’analisi di casi clinici, di Neurofisiologia (struttura del neurone, trasmissione dell’impulso nervoso, controllo spinale del movimento ecc.), di Neurofisiopatologia (studio delle principali patologie del Sistema Nervoso Centrale) e di Neuropsicologia (studio delle strutture neurali responsabili delle emozioni). 

 

Cornice teorica e metodologica generale

La cornice teorica di riferimento è ispirata al modello psicodinamico, che si occupa in maniera ampia dei fenomeni e movimenti mentali sia in termini intrapsichici che in termini intersoggettivi, interpersonali e sociali e considera come concetti chiave la dimensione inconscia dei processi psichici (nelle diverse accezioni del termine inconscio da Ellenberger a Freud e Adler, da Melanie Klein a Bion, fino ai recenti contributi provenienti dalle neuroscienze), il conflitto e il determinismo psichico. Fondamentale è la riflessione sulle dinamiche affettive e relazionali che caratterizzano le professioni d’aiuto, finalizzata a stimolare la conoscenza e l’approfondimento delle modalità relazionali e dei meccanismi di difesa che ciascuno mette in atto, in maniera più o meno consapevole, nella relazione inter-individuale. Un altro vertice significativo è rappresentato dal pensiero gruppoanalitico, il cui fondatore, Foulkes, afferma che l’individuo è un plexus, ovvero un punto nodale all’interno della rete relazionale e può solo artificialmente essere considerato isolatamente, come fosse “un pesce fuor d’acqua”. La comprensione e gestione delle dinamiche di gruppo è un requisito essenziale per qualunque intervento (preventivo, riabilitativo, terapeutico) essendo il gruppo non la semplice cornice entro cui si realizza il lavoro, ma parte integrante del processo stesso di intervento. Occorre quindi conoscere sufficientemente le proprie caratteristiche fondamentali sia analizzando il proprio stile analogico, che conoscendo le risorse e le insidie del pensiero di gruppo; ciascun operatore deve infatti costantemente confrontare il proprio Sé con l’Altro da Sé, sia nel setting individuale che in quello gruppale, che sia costituito dagli utenti/pazienti o dalla propria equipe di lavoro e dallo specifico contesto istituzionale, tenendo presenti le principali dinamiche, i fattori terapeutici (Yalom), gli assunti di base (Bion) e i modelli di leadership (Kernberg).

                         

La Normativa

Con l’entrata in vigore della Legge 4/2013 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi) si apre la nuova era delle Arti Terapie.
In ottemperanza a questa Legge ed alle Norme Tecniche volontarie emanate dall’UNI di concerto con le parti interessate (tra cui, per le Arti Terapie, la partnership composta da Artedo e Confartigianato Imprese), a cui il Legislatore rimanda per definire i requisiti in termini di conoscenze, competenze e abilità per l’identificazione dei professionisti del settore, per gli operatori si prospetta la possibilità di intraprendere percorsi formativi qualificati, altamente professionalizzanti e fondamentali per la preparazione al conseguimento della certificazione e della  successiva attribuzione del coefficiente EQF. Tale Quadro Europeo delle Qualifiche è, infatti, definibile come la griglia internazionale di referenziazione per la convalida dei risultati dell’apprendimento (formale, non formale e informale) negli Stati membri dell’UE, dagli stessi adottata come piattaforma unica in seguito alla Raccomandazione UE del 23 Aprile 2008, al fine di incoraggiare e agevolare la libera circolazione nel mercato unico di beni e servizi. Artedo è uno degli attori principali di questo cambiamento, già in linea con la prospettiva europea nella propria concezione della Scuola del futuro, denominata Scuola Diffusa Arti Terapie 2.0 che adotta la metodologia didattica del Protocollo Discentes per la Formazione in Arti Terapie, a cui fa riferimento la presente offerta formativa.

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