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Il metodo Fux: un approccio pedagogico

La Danzamovimentoterapia: Metodo Fux e campi di applicazione

La Danzamovimentoterapia è una disciplina olistica. E’ una tecnica di intervento arti terapeutico finalizzato al benessere ed equilibrio psico-fisico-emotivo-energetico e relazionale della Persona, che usa come mediatore il corpo e il suo linguaggio.
La DMT è intesa “mediatore analogico” perché attraverso il linguaggio corporeo si crea un ponte tra la realtà interna ( i vissuti psichici ed emotivi) e la realtà esterna. Il setting danzamovimentoterapeutico diventa metafora del vissuto emotivo esperienziale del singolo e del gruppo permettendo di agire dei processi di consapevolizzazione e trasformazione.

Attraverso le azioni di movimento, la danza libera o strutturata, si crea un canale di comunicazione tra la realtà interna ed esterna cercando un dialogo che permetta alle due dimensioni di entrare in contatto per integrare parti del proprio sé di cui non si ha consapevolezza, oppure, una immagine o percezione alterata.

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Il metodo Maria Fux

Questo metodo è caratterizzato da una componente prevalentemente pedagogica pertanto la sua finalità principale è creare occasioni di crescita personale indipendentemente e a partire dalle condizioni psico-fisiche della persona.
La frase chiave di questa metodologia è “trasformare i limiti in possibilità creative” (M.Fux) alla quale si può aggiungere “trasformare i NON POSSO in Sì POSSO” ( ibidem).
Maria Fux ha trasformato le esperienze di vita quotidiana vissute in prima persona come occasioni preziose di riflessione sulle possibilità di ciascuno di integrare i propri lati Ombra ( le parti di noi che non ci piacciono, che non ci fanno stare bene, esperienze drammatiche o dolorose) con i propri lati Luce ( i nostri punti di forza, le esperienze cariche di gioia). Questo rende il metodo fortemente pedagogico perché sostiene i processi di crescita in tutte le fasi della vita e in tutte le condizioni esistenziali, per ciascuno delle quali è necessario ripristinare o rinforzare un equilibrio psico-fisico-emotivo e relazionale.
La “quotidianità” delle riflessioni nate da Maria sul campo pratico esistenziale si sono tradotte nella semplicità con cui il metodo si pone in relazione con le persone. Semplicità intesa non come superficialità, bensì come spontaneità e universalità d’intervento.
Il metodo può essere applicato a TUTTI, facendo leva sui punti forza di ciascuno integrandoli con le dimensioni più fragili al fine di trovare per ciascuno una strada di crescita adeguata alle proprie necessità.
Gli elementi che caratterizzano questo aspetto pedagogico sono:

  • L’approccio ludico: il gioco è un aspetto fondante il setting terapeutico di questo metodo. Attraverso il gioco si mettono in campo i vissuti più profondi per darne una nuova lettura e dove è possibile o dove necessario, trasformarli.

  • La narrazione: nel setting si usa uno stile narrativo che permette al singolo e al gruppo di entrare in una dimensione metaforica della realtà in cui si inizia e si conclude un vero e proprio viaggio interiore mediante l’uso del corpo e di stimoli sonori e musicali evocativi.

  • La poetica: attraverso immagini e linguaggio poetico si intende stimolare il valore estetico intrinseco in ciascuno di noi. L’estetica del gesto non ha nessun riferimento con il “giudizio” su ciò che è bello oppure no. Anzi, educare all’estetica del gesto permette di riconoscere la Bellezza presente in ciascuno di noi e di poterla esprimere ognuno con le sue possibilità.

  • Le parole - madre: parole e frasi dal forte impatto emotivo che sostengono e accompagnano il singolo e il gruppo nei processi di consapevolezza e trasformazione. Ad esempio la frase “siamo foglie che danzano trasportate dall’acqua” induce a qualità del movimento specifiche ( fluidità, morbidezza, continuità) e uno stato psichico specifico ( rilassatezza, fiducia, abbandono del controllo sulla realtà). Le parole- madre motivano l’azione motoria e di conseguenza stimolano uno stato emotivo correlato e viceversa.

  • Oggetti concreti: il ricorso ad oggetti fisici concreti permette di ancorare il soggetto e il gruppo alla realtà stimolando esplorazioni creative plurisensoriali, di creare un dialogo tra il vissuto interno ed esterno, di creare relazione con l’altro attraverso una mediazione di tipo ludico e quindi più rassicurante. Ogni oggetto scelto dalla metodologia Fux è semplice, proviene dalla quotidianità e spesso ha riferimenti con gli elementi naturali. Ad esempio piume, elastici, stoffe, sedie, canne di bambù, palloncini, fogli di giornale, strumenti musicali, carta crespa. Ciascun conduttore può scegliere nuovi oggetti, ma ciò che non cambia è lo stile poetico e ludico con cui li si usa e la finalità di renderli un compagno prezioso di viaggio all’interno del setting terapeutico (vedi il concetto di Oggetto Transizionale di Winnicott)

  • Immagini simboliche: oltre agli oggetti concreti, si fa ricorso a immagini dal forte valore simbolico e archetipo che permettono di entrare in contatto con l’inconscio individuale e collettivo. Queste immagini ( es. l’Albero, le Radici, la Foglia, la Giungla ecc) stimolano il cervello antico mettendo in atto strategie esplorative meno razionali e più spontanee, attraverso la stimolazione di schemi motori di base come rotolare, carponare, strisciare e altri più evoluti come il camminare, correre, saltare. Questi schemi motori non solo stimolano e rafforzano una tonicità muscolare e distretti corporei specifici, ma attivano risposte emotive correlate, come la sorpresa, la paura, la curiosità, la gioia. La finalità è sempre quella di integrare le varie dimensioni dell’Uomo, sia a livello fisico che psichico ed emotivo senza giudizio, bensì accoglienza.

  • Gli stimoli sonori e musicali: di tipo evocativo e narrativo costituiscono un contenitore affettivo in cui riconoscere alcune componenti del proprio ISO (Identità Sonora) e nello stesso tempo trovare la sicurezza per esplorare nuove forme espressive e comunicative. Il suono e la musica costituiscono una componente fondamentale per l’esplorazione creativa e l’attivazione di processi trasformativi proprio come il silenzio e le pause fortemente presenti nel setting DMT metodo Fux. Il silenzio aiuta a riconnetterci con il proprio respiro, il proprio battito e con il movimento più autentico che proviene dall’ascolto interiore.

  • Il gruppo: il setting è prevalentemente di gruppo e questo rende possibile i preziosi processi di rispecchiamento e rinforzo che si attuano in un gruppo ben condotto e in cui si creino dinamiche costruttive e stabilizzanti. Il gruppo rinforza i processi di apprendimento, motiva, accoglie e rassicura, rispecchiando un’immagine di sé positiva e gratificante.

Questi elementi indicati rendono la metodologia applicabile a diversi contesti: dall’infanzia, all’età adulta, agli anziani, alle diverse abilità, al disagio sociale e culturale, agli ambiti formativi.
Per ogni fase di età, ogni condizione psico-fisica e ogni ambiente di vita si possono individuare obiettivi di crescita, quindi finalità pedagogiche secondo i nuovi fondamentale concetti educativi e formativi del Lifelong Learning (apprendimento lungo tutto l’arco della vita) e del Lifewide Learning ( apprendimento in tutti gli ambiti della vita).
La Metodologia Fux modula gli stimoli creativi proposti in base alle effettive possibilità e potenzialità del soggetto per permettere a tutti, e in una dimensione di gruppo, di trasformarli in occasioni di crescita personale.

Sonia Barsotti Pedagogista Cognitivo Neuro Motoria, Educatrice, Danzamovimentoterapeuta


 

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