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Foto-Video Terapia come mediatore artistico

Per foto-video terapia si intende la disciplina e il campo di studio che utilizza la fotografia e il video come mediatore artistico nelle terapie espressive e nell’arte terapia.
Nel lavoro con la fotografia e il video sono le immagini, le modalità e il processo di produzione di esse che diventano il pre-testo per favorire conoscenza, consapevolezza e responsabilità dei propri modi di essere nel mondo.
Il livello di approfondimento delle dinamiche interne della persona oltre all’ambito di intervento e alla natura della relazione fra operatore e utente permettono al lavoro con le immagini di rientrare nei confini della psicoterapia, del counseling espressivo o dell’arteterapia.
Le potenzialità dello strumento sono molteplici e le forme variano secondo il contesto di intervento, le caratteristiche dell’utenza e la formazione del conduttore che può esser un arte terapeuta, uno psicoterapeuta oppure un operatore/educatore con competenze specifiche in Arteterapia.

La creazione di foto-racconti in gruppo, di cortometraggi o di prodotti multimediali può divenire un’esperienza che favorisce processi di co-costruzione e creazione in gruppo, facilita la condivisione di narrazioni ed esperienze, stimola il pensiero creativo e potenzia lo spirito di appartenenza attraverso il lavoro di squadra.

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Per esplorare l’intenzionalità dello sguardo e di ciò che si sceglie di rappresentare e vedere in un disegno, in un quadro, in una fotografia o in un video occorre muoversi verso l’esplorazione delle sensazioni e dell’effetto che fa la percezione dell’oggetto stesso.
Di fronte al mondo possiamo recuperare la nostra potenzialità e creatività, lavorando direttamente sulla nostra percezione del mondo, sul come oltre che su cosa vediamo, sull’effetto della nostra percezione oltre che sul perché avviene in un determinato modo. L’attenzione è posta su quello che si sente perché è il sentire che dà senso e rivela l’intenzione di chi sente.
Per Merleau Ponty la percezione è espressione: percependo, l’individuo dà senso al mondo.

La percezione è intenzionale e riprendendo il pensiero di Brentano possiamo individuare come all’interno di un lavoro con le immagini, l’ arte-terapeuta e l'utente possano muoversi verso l’esplorazione del fenomeno psichico associato all’oggetto fisico secondo diversi livelli di profondità a seconda del contesto e degli obiettivi dell’intervento.
La percezione non è una riproduzione fedele della realtà bensì è una rappresentazione, una traccia della realtà.
E’ possibile pertanto lavorare con le immagini intendendole come prodotti intenzionati in cui la persona sceglie di vedere o mettere quello che vuole in primo piano secondo diversi livelli di consapevolezza e coscienza.

Gianluca Lisco, Psicologo, Psicoterapeuta, Supervisore clinico e Docente di Foto-Video Terapia

 

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